Su Rembombu est’unu jassu de politica internatzionale, imbentadu po dare azudu a sos chi creene in s’indipendentzia e in sa liberatzione sotziale de sos populos. Su Rembombu azuat s’internatzionalizatzione de sas cumbatas cuntra a donzi tipu de colonialismu, de imperialismu e de irfrutamentu; triballat paris’a su jassu politicu REBELDIA po s’indipendentzia.

Su Rembombu è un osservatorio di politica internazionale, realizzato per sostenere le lotte per l'indipendenza e l'emancipazione sociale dei popoli. Su Rembomu sostiene l'internazionalizzazione della lotta contro ogni forma di colonialismo, di imperialismo e di sfruttamento; svolgendo la propria attività in collaborazione con il "laboratorio politico" REBELDIA pro s'indipendentzia.
- Boghe Natzionale
- Consurta Comunista Sarda
- REBELDIA pro s'indipendentzia.
- Sardigna Natzione - Indipendentzia
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« Siate sempre capaci di sentire
nel profondo qualsiasi ingiustizia
commessa contro chiunque…
…in qualsiasi parte
del mondo. È la qualità più bella
di un rivoluzionario. »
Ernesto “Che” Guevara - Eroe de sos Populos.
Ed eccoci quì, finalmente pronti a dare inizio a questo nostro progetto, con l'ambizione di divenire un punto di riferimento per tutti coloro che lottano per l’indipendenza e la dignità del popolo sardo, decisi a sostenere con tutti i mezzi a nostra disposizione la lotta per la libertà e l’emancipazione sociale e nazionale di tutti i popoli oppressi.
Vogliamo attirare l'interesse di chi si batte per la democrazia, per l’internazionalismo, l’anticapitalismo e per una vera lotta a difesa dell’ambiente, contro la devastazione ed il furto delle risorse naturali del pianeta.
Vogliamo costruire una rete di solidarietà internazionale, condividendo la voce dei popoli oppressi e colonizzati, valorizzando culture e dedicando gran parte del nostro spazio alle lotte sociali e nazionali, lottando noi stessi affianco alle nazioni senza stato, per il diritto all’autodeterminazione dei popoli, contro ogni forma di colonialismo e di sfruttamento, contro l’imperialismo capitalista, contro le logiche neo-liberiste della globalizzazione; per la libertà, per la vita e la dignità dei popoli. …..pro sa libertade, pro sa vida e sa dignidade de sos Populos.

« L’idea dei diritti di una collettività costituisce uno degli avanzamenti nella storia dell’umanità, ed è assolutamente irreversibile, perché, per la stessa natura umana, l’esistenza di comunità nazionali, culturali ed etniche quali entità politiche è ormai un fatto imprescindibile. »
Anghelu Caria - Patriota Sardu, indipendentista.

La tensione in Corsica resta altissima, nonostante la decisione di sbloccare l’accesso ai porti presa il 2 ottobre dall’STC (Sindacato dei Lavoratori Corsi, di ispirazione nazionalista) e l’avvio di una trattativa con il governo francese, allo scopo di salvaguardare il lavoro di centinaia di marittimi e di impedire la totale privatizzazione della compagnia di navigazione Sncm (Societé Nationale Corse-Mediterraneé). Da circa un mese in Corsica vengono posti blocchi ai porti e si attuano dure forme di lotta sindacale e politica. Il piano di privatizzazione proposto dal governo francese, per far fronte all’indebitamento della Sncm, prevedeva inizialmente la cessione del 100% del capitale al fondo di investimento Butler Capital Partners, ed il licenziamento di circa 350-400 dei 2400 dipendenti della compagnia.
A seguito della mobilitazione sindacale e delle contestazioni dei marittimi, il governo ha proposto che il fondo assuma ora il controllo del 40% del capitale, mentre alla Connex, filiale trasporti del gruppo Veolia (ex Vivendi) andrebbe un altro 30%. Lo stato conserverebbe il 25% e ai dipendenti andrebbe il 5%. Questa proposta allontana il pericolo di una totale privatizzazione della compagnia ma non fa cessare il timore che numeri posti di lavoro vadano ugualmente persi, così come non cessano le proteste ed il malcontento del popolo Corso che chiede a gran voce la creazione di una “Flotta Navale Corsa”, per salvaguardare gli interessi economici dell’Isola e dei suoi abitanti. La richiesta è naturalmente stata avanzata non soltanto in ambito sindacale ma anche dagli indipendentisti corsi, i quali hanno preso parte alle manifestazioni di protesta e ai blocchi dei porti, subendo una violenta repressione da parte della polizia francese, che non ha esitato a caricare i manifestanti e ad utilizzare lacrimogeni e proiettili di gomma.
La protesta è nata nel porto di Marsiglia, dove già dalla metà di novembre i marittimi avevano manifestavano contro la privatizzazione della Sncm attraverso il blocco di due navi. La lotta è poi esplosa più duramente il 26 novembre, quando gruppi di marinai hanno bloccato gli accessi al porto e tentato di prendere di nuovo il controllo di alcune navi. La polizia è intervenuta in modo violento, spargendo gas lacrimogeni e ponendo in stato di fermo due iscritti al sindacato comunista Cgt, il più attivo nella mobilitazione. Ma l'iniziativa più clamorosa e spettacolare è stata realizzata il 27 novembre, quando una trentina di marinai iscritti al STC, si sono impadroniti di una nave cargo mista della Sncm, la “Pascal Paoli”, ammarata nella zona nord del bacino di Marsiglia e l'hanno fatta salpare dirigendosi verso la Corsica. “Le forze di polizia - ha detto il segretario generale del sindacato, Alain Mosconi - hanno tentato di bloccarci al molo inviando dei rimorchiatori, ma siamo riusciti a partire". Naturalmente si è trattato di una azione pacifica e non violenta, infatti a bordo della Pascal Paoli non c’era alcun passeggero. Il giorno seguente su ordine del primo ministro Dominique de Villepin, sono intervenuti Cinque elicotteri dei Gign (gruppi d’intervento della gendarmeria dello stato francese) con una cinquantina di miltari in "assetto da guera", che hanno preso il possesso della nave quando questa si trovava ancora a largo del porto di Bastia (l’equipaggio avevano preferito non attraccare a causa dei violenti scontri in corso a terra tra marittimi e le forze di polizia). La magistratura ha intanto avviato una inchiesta per "dirottamento navale". Una procedura aperta "in flagranza di reato" che - secondo una fonte giudiziaria - corrisponde agli occhi della legge ad un dirottamento aereo da parte di pirati dell'aria. La prefettura marittima del Mediterraneo ha "mobilitato" dei mezzi navali ed ha fatto sapere che gli uomini che si sono resi responsabili dell'atto rischiano 20 anni di prigione.
SOLIDARIEDADE A SOS TRABALLADORES CORSOS !
SOLIDARIEDADE A SOS SINDACATU DI LU POPULU CORSU !
NO BAT LIBERATZIONE NATZIONALE CHENA LIBERATZIONE SOTZIALE !
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Ci è sembrato giusto ed opportuno iniziare questo nostro lavoro dando risalto alle vicende che in questi giorni hanno animato la lotta sindacale in Corsica, per ribadire il nostro impegno a sostegno dei popoli che lottano per la loro indipendenza politica ed economica, per promuovere la lotta all’imperialismo e al capitalismo non solo all’interno dei confini dello stato che ci ingloba, colonizzandoci e spogliandoci della nostra storia e cultura, ma anche al di fuori della realtà locale. Internazionalizzare la lotta al colonialismo e all’imperialismo capitalista significa per noi, essere presenti, ogni volta che questo rientra nelle nostre possibilità, al fianco di chi lotta e manifesta, in ogni angolo del mondo e non solo in Sardigna o in Europa, non solo attraverso la divulgazione di documenti cartacei o informatici, ma anche e soprattutto attraverso una presenza fisica e l’esposizione di striscioni e bandiere. Non ci sembra di dire niente di eccezionale o di irrealizzabile, già in passato abbiamo assistito a manifestazioni di rilevanza internazionale alla quale hanno attivamente partecipato varie individualità e numerosissimi gruppi per contestare il sistema politico globale e le sue logiche di dominio e sfruttamento. Possiamo ricordare ad esempio il G8 svoltosi a Genova nel 2001, caratterizzato dalla presenza di moltissimi indipendentisti sardi. È ovvio però che per partecipare attivamente e concretamente a lotte sindacali e politiche come quella della Corsica di questi giorni, e sostenere quindi la lotta per l’indipendenza dei nostri fratelli (che è la nostra stessa lotta!), si dovrebbe prima discutere un “piano politico unitario” che dia vita ad un “coordinamento” dei movimenti indipendentisti che renda possibile, veloce ed immediato lo scambio di notizie e di informazioni, e che possa servire anche a richiedere un supporto reale ad una lotta, che pur non riguardandoci direttamente, dobbiamo e possiamo fare nostra, perché “la libertà del nostro popolo dipende anche dalla libertà degli altri popoli”. Perché non dare vita ad un tavolo di discussione, dove potrebbero e dovrebbero partecipare Sardi, Corsi, Baschi, Irlandesi, Catalani ecc. ecc. Perché non presentare un progetto di questo tipo alle ghiurnate internaziunali di Corti? …..e perché non organizzare qui in Sardigna un’abbòju internatzionale” dove proporre la creazione di un coordinamento politico di indipendentisti? Queste proposte ovviamente meritano di essere approfondite nelle sedi politiche opportune, ma noi intanto ve le proponiamo tra queste pagine, perché intendiamo avviare così una discussione propositiva e aperta al dialogo e al confronto con tutti coloro che vorranno fare altrettanto con noi.
Sos tessidores ‘e su jassu. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Europa.
Ci pensate se tutti gli indipendentisti in Europa si unissero nella rivendicazione di una serie di principi e diritti di giustizia e libertà? Oltre al rafforzamento delle singole posizioni ci sarebbe un pesante spostamento democratico e popolare dell’asse politico europeo, troppo spesso conservatore, liberista, affamatore di popoli, e leccapiedi dello zio sam. Euskadi, Catalunia, Galizia, Corsica, Brfetagna, Occitania, Sicilia, Irlanda unita, Scozia, Cymru, eccc. ecc. ecc… pensate che forza! Una nuova Europa solidale, democratica, patria della legalità contro il caos finanziario oppressore di popoli, ispirata alle lotte dei Partigiani della Libertà, forte del ricordo della Resistenza al nazi-fascismo e rinvigorita dalle lotte di liberazione dei popoli. Un Europa non più imperialista, un Europa non più americana, un Europa non più sfruttatrice del Sud del mondo, non più razzista ed egoista, un Europa dei popoli e di libere nazioni, di libere patrie di lavoratori…..solo utopia? O dovrebbe essere questo il nostro spirito d’iniziativa in politica estera? Da “BOGHE NATZIONALE” - numero 0 - 3 giugno 2005 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Il dirottamento della Pscal Paoli ha un grande e significativo valore simbolico: "La nave appartiene alla Corsica, sotto diversi piani, anche quello simbolico. Fa parte integrante del suo patrimonio. La consegneremo al suo popolo che deciderà cosa farne".
Alain Mosconi – Segretario generale dell’STC. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Pasquale Paoli: “Il Padre della Nazione Còrsa.” Pasquale Paoli nacque a Stretta, presso Merusaglia, il 6 aprile 1725, quando la Corsica era ancora occupata dalle truppe genovesi. Dieci anni dopo, il 30 gennaio 1735, la Corsica dichiara la propria indipendenza, e la Consulta d’Orezza vota la prima Costituzione Corsa, una delle prime costituzioni democratiche moderne. Il potere legislativo fu affidato ad una Assemblea composta da deputati eletti dal popolo ed il potere esecutivo assegnato ad una Giunta di sei membri eletti dall'Assemblea. Giacinto Paoli, padre di Pasquale, viene eletto deputato della Giunta, ma nel 1739, quando la Corsica viene nuovamente sconfitta da Genova, è costretto all’esilio e a rifugiarsi con la sua famiglia a Napoli. Qui Pasquale Paoli frequenta l’Università della città, maturando la decisione di intraprendere la carriera militare.
Sebbene in esilio la famiglia Paoli non perde mai i contatti con la Corsica e non abbana l’idea di liberare l’isola dagli invasori. Il 29 aprile 1755, invitato dagli isolani, Pasquale Paoli sbarca a Porraggia, e il 15 luglio dello stesso anno la Consulta d’Orezza lo nomina “Generale delle armi della nazione Corsa”. Innanzitutto Pasqule dovette lottare contro la tirannide dei feudatari, capeggiati da Mario Emanuele Matra, il quale aveva portato l’isola nel caos politico e sociale. Ma una volta sconfitta questa fazione Pasquale Paoli riesce a dedicarsi interamente alla rigenerazione e alla riorganizzazione del paese. A partire dal novembre del 1755 fece della Corsica uno Stato dotato di una Costituzione, di una amministrazione, di un sistema giudiziario e di un esercito. Inoltre nel 1761 la Consulta di Vescovato decise di battere moneta. Parallelamente all’opera politica, Pasquale Paoli apre numerose scuole e fonda a Corti, l’Università Corsa. Agisce allo stesso modo in campo economico, con numerosi interventi a favore dell’agricoltura e dell’industria, e incentiva gli scambi commerciali con l’estero. Crea una amministrazione incaricata della coltivazione dei terreni, introducendo la patata in Corsica, sviluppa l’estrazione di rame e piombo e fonda il porto di Isula. Sotto il suo governo la Corsica diviene una Repubblica ammirata da numerosi paesi europei e persino dagli Stati Uniti d’America; numerose citta americane portano il nome dell’eroe nazionale Corso: “Paoli City” in Colorado, in Indiana, in Pennsylvania….. Nel febbraio del 1767, Pasquale Paoli decide di liberare l’isola di Capraia ed invia duecento uomini e due cannoni, che sotto il comando da Achille Muratti, costringono alla resa Bernardo Ottone, che controllava il presidio genovese. La perdita di Capraia e la difficoltà di sottomettere il fiero popolo Corso, induce la repubblica di Genova a cedere la Corsica alla Francia in cambio di un compenso in denaro. Già nel 1764 (7 agosto), era stato stipulato a Compiègne una convenzione che prevedeva che le piazze di Bastia, San Fiorenzo, Calir, Algaiola, Ajaccio e Bonifaccio dovessero essere presidiate, oltre che dai genovesi, da tremila francesi. Il termine della convenzione scadeva nel 1768, anno in cui le truppe francesi avrebbero dovuto lasciare l’isola, ma il 15 maggio di quest’anno, il duca di Choiseul ed Agostino Paolo Domenico Sorba, plenipotenziario genovese, stipularono a Versailles un trattato con il quale la Corsica veniva venduta alla Francia. La notizia fu accolta con grandissimo sdegno dal fiero Popolo Corso. A Corte si tenne un’assemblea nella quale si decise di lottare con ogni sforzo per non cadere nelle mani della Francia. Purtroppo però le forze di cui i Corsi potevano disporre non erano pari alla loro fierezza. Pasquale Paoli comandava otto o novemila uomini male armati, mentre i francesi avevano cannoni, munizioni in abbondanza, viveri a profusione e cinquantamila soldati. Il 9 maggio del 1769 a Pontenuovo, si fronteggiarono trentamila Francesi e ottomila Corsi, che nonostante il grande valore spiegato furono sconfitti. Era ormai inutile ogni ulteriore resistenza, tanto che Paoli sciolse le truppe per seguire la via dell’esilio a bordo di una nave inglese. Invano i partigiani Corsi, desiderosi di libertà, avevano lottato sulle montagne, fra i boschi e i sassi, per l’indipendenza della loro terra. Ma questo sogno e questo desiderio di libertà e di indipendenza non sono morti e non moriranno mai! Corsica un hè Francia! Corsica un hè Italia!
Pasquale Paoli ritornò in Corsica dopo la rivoluzione francese, e tentò di liberarla dalla Francia favorendo l’occupazione degli inglesi, che però crearono una costituzione che prevedeva l’unione della Corsica alla Gran Bretagna. Paoli non ricevette dagli inglesi la nomina di viceré, alla quale aspirava e si ritiro nuovamente a Londra, dove morì nel 1807.

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE
NAVE DIROTTATA IN CORSICA
SOLIDARIETÀ DI SNI AI PATRIOTI DEL SINDACATO S.T.C. “Sindicatu Travagliatori Corsi”.
Sardigna Natzione Indipendentzia condivide l’azione pacifica posta in atto dai Lavoratori Marittimi del sindacato STC che si sono impossessati della nave “Paoli” di una società francese e dal porto di Marsiglia l’anno portata a quello di Bastia.
Con tale iniziativa i patrioti corsi intendono portare l’attenzione di tutta l’Europa sul problema trasporti che in Corsica come in Sardegna non solo crea un rapporto di dipendenza insostenibile verso gli stati, rispettivamente francese e italiano, ma è uno degli Handicap principali per l’economia delle due isole.
I lavoratori del mare corsi chiedono di interrompere l’insostenibile rapporto che li lega alle compagnie di navigazione francesi e vogliono che esse vengano sostituite da una Compagnia di Trasporti Marittimi Corsa .
Una Compagnia di Navigazione adatta alle esigenze della Corsica e che occupi personale corso.
SNI non solo è solidale con l’iniziativa ma plaude per la determinazione e la tempestività con le quali i patrioti corsi hanno eseguito il blitz e si rammarica soltanto di non essere stata presente con propri militanti .
Una delegazione di SNI il 29-30 settembre e l’1 ottobre, sarà a Barcellona per la CONSEU (Conferenza delle Nazioni Europee Senza Stato), in quella occasione porterà di persona la propria solidarietà alla delegazione degli indipendentisti corsi che li rappresenterà.
Nugoro 28/07/05 BUSTIANU CUMPOSTU
COORDINADORE NATZIONALE DE SNI

Ernesto "Che" Guevara
(14 giugno 1928 - 9 ottobre 1967)
Quando saprai che sono morto
non pronunciare il mio nome
perché si fermerebbe
la morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto di
sillabe strane.
Pronuncia fiore, ape,
lagrima, pane, tempesta.
Non lasciare che le tue labbra trovino le mie undici lettere.
Ho sonno, ho amato, ho
raggiunto il silenzio.
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